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Forse qualcuno di voi ricorderà il mio amicissimo Stefano (medico e ottimo scrittore di racconti di fantascienza, grande appassionato di cinema e di rock e di letteratura, ci conosciamo dal 1981): all’improvviso, un paio di mesi fa è stato colto da un ictus (io ne scrissi un post). Ma adesso si è ripreso alla grande, ha ripreso a lavorare in ospedale e sta pure completando il suo primo romanzo (ormai atteso da anni, anche dall’editore). Così oggi andiamo insieme a vedere INLAND EMPIRE di David Linch, quasi tre ore che (stando alla stampa) sono visivamente splendide ma in cui non si capisce un tubo.

Aveva una tale intensità e la sua voce era come un pugnaleEra come se il giradischi in persona mi avesse sollevato dal pavimento e scagliato in giro per la stanzaPer me fu un’epifania” ( pag. 217). E ancora: ” Le canzoni di Woody stavano avendo un enorme effetto su di me, un’influenza su ogni movimento che facevo, su come mangiavo, su come mi vestivo, chi volevo e chi non volevo conoscereI pezzi folk e blues mi avevano già fornito il concetto di cultura che mi si adattava e adesso con le canzoni di Guthrie il mio cuore e la mia mente erano stati posti in un luogo cosmologico di quella cultura che era interamente altro” (pag.

Lo stile resta quello, le vicende si congelano, ma il finale sa giustificare la stasi e la maggior concettualità di una seconda parte matura, più dolorosa. A conti fatti poteva sembrare opera sufficiente a fare da preludio alla carriera di folksinger per questo grande canadese, dicendo cose non banali sulla figura dell (Breavman è poeta ma anche moderno chansonnier) e trattando degli stessi argomenti delle future canzoni con spunti sempre interessanti, con un che rimane ben impressa. Appare allora assolutamente fuorviante, ed in fondo avulso da una materia assai coerente come questa, il romanzoche Cohen avrebbe pubblicato soltanto tre anni dopo, infettato dalle pose dei cattivi maestri della Beat Generation: un corpo estraneo Losers non disprezzabile ma indubbiamente meno personale di questo esordio e dei primi dischi.

Jyn Erso è la figlia di Galen Erso, un ingegnere scientifico ribelle, costretto dall’Impero alla costruzione di un’arma di distruzione di massa nota come la Morte Nera. Jyn ha cercato per quindici anni di dimenticare il padre, dandolo per morto, finché un pilota disertore non le ha consegnato un messaggio urgente segreto, proveniente da Galen stesso. Insieme al capitano Cassian Andor e al suo droide imperiale riprogrammato dai ribelli, la ragazza parte allora alla ricerca del genitore e di uno spiraglio per fermare i piani apocalittici del malvagio imperatore.